Mia pelle è
un melologo per attrice e costumi, corpo e voce.
Il lavoro prende spunto da un racconto di Henry James, La belva nella giungla.
Un uomo dispiega la sua esistenza nell'attesa di un evento grandioso, di una
"Belva in agguato nella giungla della vita": aspettando, egli non
sarà in grado di vivere. Accanto a quest'uomo c'è una donna,
che accetta ed incarna questa attesa, la comprende, la fa sua e ne costituisce
il fulcro.
Il nostro spettacolo parte da Lei. E' uno spunto e non di più, che
ha fatto nascere una creatura che incarna le pulsioni del desiderio e del
corpo ed il loro piegarsi alla volontà di annientamento per passione,
per amore, per sfida. Un corpo che s'incenerisce per vincere sulla coscienza
che lo ha piagato, per ribellarsi e rinascere. La donna racconta la storia
del suo amore mancato: la nascita, la crescita, la maturità, l'invecchiamento
e la morte, partendo da quest'ultima, a ritroso.
Lei si libera dalla terra nella quale giace, dai vestiti - uno strato per
ogni dolorosa decisione assunta -, dalle rughe, dal trucco, come fossero scorie,
e diventa giovane, nuova, forte e fragilissima. Nella tomba di quell'amore
ha sepolto la sua giovinezza più intima, la sua purezza, le illusioni
e l'ingenuità; ma riesce a liberare ciò che la può riportare
a vivere: la gratuità del suo dare, del suo offrirsi, che nel raccontare
si rinnova.
In scena
Chiesa sconsacrata di S. Caterina d'Alessandria, L'Aquila, settembre 2000
Masseria Re Enzo, Messina, settembre 2000