Regia
Manuela Cherubini
Interpreti
Daria Panettieri / Medea-Alina
Luisa Merloni / Infermiera
"La Medea di Daria Panettieri, un atto unico violento e lirico (...)
La lingua usata - poliedrica, barbara e solenne - è splendida. Il "furor"
fantastico è potente. L'autrice ci fa immaginare la resurrezione dell'antica
maga in una povera demente tramite cui l'ectoplasma tragico prende voce in
squarci di allucinata "trance". E' un canto di vendetta che attraversa
i secoli a testimoniare l'inestinguibilità dell'odio e l'impossibilità
del perdono. C'è ispirazione vera in tutto ciò, e c'è
vera poesia."
Giuseppe Manfridi, Omero - la rivista della scrittura creativa,
editore Coop. Controluce. marzo 1997
Alina è una
donna trapiantata in terra straniera, ricoverata in un manicomio. È
una madre che si accusa di non essere stata in grado di salvare le proprie
creature. Alina è posseduta da Medea, o forse lei stessa si appropria
della personalità della maga. I due personaggi si distinguono per il
linguaggio: quello di Alina è un lessico inventato che si ispira al
dialetto veneto e stravolge termini e sonorità tardo latini e italiani;
quello di Medea ha la solennità di una prosa poetica. La tragedia che
"rappresentano" - Alina nel ricordo, Medea nel presente - è
la stessa.
L' infermiera è un Fool, che si fa portavoce e testimone, della vicenda.
E' il coro greco, il messaggero che muove e porta avanti la storia
La messinscena è un disperato canto alla vita e alla verità
che cerca giustizia e che non trovandola, silenziosamente si esime dal difendersi,
accettando il peso di un atto mai compiuto in nome della "civiltà".
Medea è l'infanticida, la barbara la maga dagli oscuri poteri, colei
che dona la morte e che di essa si nutre; che della vendetta è l'emblema
assoluto. Una voce si leva a sua difesa. Chi riesce a percepirla ha il dovere
di ascoltarla.


